ROMA - Tutto è cominciato, come racconta il regista esordiente Fausto Brizzi, dalla canzone che dà titolo al film: Notte prima degli esami, hit straconosciuto di Antonello Venditti, e colonna sonora di tante ansie pre-maturità. Da qui l'idea di ritrarre un gruppo di ragazzi e ragazze, alla vigilia della grande prova di fine scuola. Con i loro sogni, le delusioni, gli amori, i tradimenti. E la classica paura del prof carogna che qui ha il volto - irresistibile - di Giorgio Faletti. Risultato: una pellicola applaudita con un calore davvero raro, all'anteprima per la stampa di oggi. Perfetta per il pubblico giovanile, ma pronta a strizzare l'occhio agli attuali quarantenni con la sua ambientazione fine degli anni Ottanta. In un girotondo di citazioni d'epoca e brani-cult.
E così, sulle note di canzoni un po' nostalgiche un po' trash - da Wild boys a Gioca Jouer, passando per The final countdown - nel buio della sala facciamo conoscenza con i personaggi principali: a cominciare da Luca (Nicolas Vaporidis, già visto nell'ultimo film di Leonardo Pieraccioni e in varie fiction tv), romano, maturando allo Scientifico di classe 1989, che passa le giornate in compagnia di alcuni amici inseparabili: il più coatto Massi (Andrea De Rosa), fidanzato con Simona (Chiara Mastalli); il bello e cinico Riccardo (Eros Galbiati); la simpatica e saggia Alice (Sarah Maestri). A una festa, però, il nostro eroe incontra Claudia (la Cristiana Capotondi eroina buona di Orgoglio), ed è amore a prima vista.
Solo che la ragazza sparisce senza dargli il numero telefonico. Ma lui continua a pensare a lei, anche se nel frattempo ha un'altra gatta da pelare: l'odiato professore di lettere Martinelli (Giorgio Faletti), detto la Carogna ("il più bastardo della storia dell'umanità", dice a inizio film la voce fuori campo del protagonista), diventa a sorpresa membro interno della commissione esaminatrice (l'epoca dei crediti formativi era ancora lonatana). Cosa che Luca viene a sapere subito dopo avergli rovesciato addosso una serie di insulti: da qui la paranoia terribile, la paura di essere bocciato.
Ma perfino a diciotto anni, le cose possono essere più complesse di quanto ci si immagina. E così tra il prof bastardo e l'allievo impaurito comincia a instaurarsi uno strano rapporto. E mentre gli altri ragazzi sono alle prese con ammissioni mancate, tradimenti, gravidanze indesiderate, e altro ancora, si arriva alla fatidica notte prima degli esami: quando i nodi vengono al pettine, e i rapporti tra i vari protagonisti della vicenda giungono a un chiarimento.
Il tutto in un'opera modaiola quanto basta, nostalgica al punto giusto, con un buon ritmo e buoni dialoghi, che spesso hanno strappato risate ai giornalisti presenti all'anteprima per la stampa. Insomma, un probabile campione d'incassi. Come sperano il distributore 01, che fa uscire il film venerdì in almeno duecento copie, e i produttori: Raicinema, Fulvio e Federica Lucisano, Aurora Film.
La scommessa, insomma, è bissare il successo di tanti film giovanilisti del passato. Una tradizione che il regista trentottenne Fausto Brizzi - già sceneggiatore dei film di Natale diretti da Neri Parenti - rivendica con forza: "Quando preparavamo la sceneggiatura - racconta - pensavamo a tutti i film di questo filone: Sapore di mare dei Vanzina, Il tempo delle mele. Insoma quelli della mia epoca. Ma anche American Graffiti". E proprio come la pellicola cult di George Lucas (che citava gli anni Sessanta), anche qui si gioca apertamente con la nostalgia di chi diciotto anni non li ha più. Non a caso, Notte prima degli esami è infarcito di citazioni: dal Muro di Berlino che sta per crollare all'ultimo scudetto dell'Inter (quella dei record); dalle mille canzoni del decennio ai poster di Madonna e di Simon Le Bon.
"Trovare i brani musicali più adatti è stata una faticaccia - ammette oggi Brizzi - l'idea era fare un compendio, un affresco di quel periodo". Per raccontare, prosegue, il regista, "l'ultima generazione di ragazzi senza il cellulare, senza l'ansia di apparire in tv. Che comunicava non con gli sms, ma coi citofoni e i telefoni a gettone".
Per farlo, l'autore si è dovuto affidare a un gruppo di attori giovanissimi, che negli anni Ottanta erano appena nati. Affiancati - forse per strizzare l'occhio al pubblico televisivo - da una serie di "adulti" volti noti della tv: da Daniela Poggi a Eleonora Brigliadori a Edoardo Costa (quello della soap Vivere). Insieme a dei grandi caratteristi veterani come Valeria Fabrizi e Ric.
Ma il personaggio più carismatico non può che essere lui, Giorgio Faletti. Bravo a rendere, sullo schermo, un uomo che parte carogna, e che dimostra nel corso del film una carica di umanità sempre maggiore. Ma cosa ha convinto un ex cabarettista ed ex cantante, diventato scrittore di bestseller a tempo pieno, a partecipare a questa avventura? "La sceneggiatura mi è piaciuta, era molto garbata - spiega - per me è stata una vacanza, mi sono tanto tanto divertito... se poi questa vacanza si ripeterà, non so dirlo. Quanto a me, mi sono diplomato nel 69 ad Asti, in ragioneria, e ho avuto c... perché era la prima volta che non si portavano tutte le materie. Ma di prof bastardi almeno io non ne ho avuti; anzi, con la mia insegnante di lettere, sono ancora in contatto. Vive in Sardegna, e mi ha promesso che andrà a vedere questo film".